Come potrò essere utile agli altri?

Questa è la domanda che si poneva, sin dalla sua primissima giovinezza, Marta Russo, la studentessa di Giurisprudenza che sognava di essere un giorno un magistrato, assassinata mentre passeggiava tra i vialetti dell’Università “La Sapienza” di Roma. I suoi genitori, Donato e Aureliana Russo, dal giorno in cui acconsentirono a donarne gli organi, sono amorevolmente instancabili nel promuovere progetti di vita, come sono soliti definirli. Con la delicatezza e dolce determinazione che li contraddistingue si adoperano con varie iniziative per sensibilizzare, in special modo i giovani, alla scelta della donazione degli organi.

Avendo avuto il privilegio di conoscere personalmente Donato e Aureliana Russo in occasione del conferimento del

PRIMO PREMIO

del concorso riservato alle Scuole Secondarie di Secondo Grado di Roma e provincia

 “La donazione degli organi, gesto a favore della vita”,

 vinto per il secondo anno consecutivo,  per la sezione multimediale, dalla classe IV D C.A.T. con

Luci della città di Marta,

certa d’interpretare anche il desiderio dei ragazzi, lascio che siano le parole attribuite a Marta ad illustrare i sentimenti e le finalità dell’Associazione e a ricreare la commozione provata nell’essere ringraziati tante volte per le nostre opere del cuore.

 “Ciao, sono Marta Russo. Quest’anno ricorrono i 20 anni della mia assenza, se così possiamo chiamarla. Sì, perché in realtà io mi sento vicina a voi più che mai, mi sento utile e amata. Sono esistita fino ad oggi, nei vostri ricordi, nel vostro amore e nella vostra solidarietà, in altre mille bellissime vite. Come potrò essere utile agli altri? Questa è la domanda che mi ponevo più spesso nei miei diari, perché la vita per me ha uno scopo quando gli altri possono trarne qualcosa di buono. Vivere per aiutare gli altri è un impegno costante e quando ero ancora con voi avevo molti dubbi sul fatto che sarei riuscita a perseguire il mio obiettivo. Dopo 20 anni invece sono felice di tutto ciò che ho potuto realizzare grazie alle altre mille vite in cui sono entrata con il vostro amore, i vostri ricordi e la vostra voglia di aiutare chi ne ha bisogno. Devo ringraziare mia madre, le persone che le sono state vicine e la forza con cui sono riusciti ad andare avanti, trasformando un momento di difficoltà e profonda tristezza in una iniziativa positiva in grado di portare gioia, sostegno e consapevolezza a quelli che ne necessitavano: creando l’Associazione Marta Russo, la ONLUS che porta il mio nome. Grazie all’Associazione siamo riusciti ad informare su un tema a me e alla mia famiglia molto caro, la donazione degli organi. Quella della donazione non è una questione che deve riguardare solo medici e ricercatori, perché senza la partecipazione di tutti noi non ci sarebbe speranza per molti altri. Ci siamo riusciti grazie alle tante iniziative a cui avete risposto con grande partecipazione: il premio Marta Russo, che coinvolge moltissime scuole italiane e in cui ci proponiamo di sensibilizzare moltissimi bambini attraverso l’educazione umana e civile esaltando i valori di generosità, altruismo e rispetto dell’altro o una Stella per Marta in cui ogni anno salgono in pedana decine di medaglie azzurre del fioretto femminile e maschile o coinvolgendo giovani e famiglie in altre iniziative scolastiche e incontri commemorativi, per stringerci e stringervi tutti quanti in un grande abbraccio. È tramite la forza di mia madre Aureliana e dell’Associazione, grazie alla vostra presenza e alla catena d’amore che avete sempre formato intorno al mio ricordo che posso dire di sentirmi vicina a voi e di essere soddisfatta di quello che è stato fatto finora e di quello che faremo da ora in avanti. Non so se è veramente così, ma in fondo al cuore mi sento responsabile per il circolo virtuoso che è iniziato da quando non ci sono più, e ne sono felice Motivazione della giuria nell’assegnazione dei premi”. Le Mille Vite di Marta 14 maggio 1997 – 14 maggio 2017

Prof.ssa Francesca Romana Cicero

A seguire la Motivazione della giuria

“La giuria conferisce il Primo premio – sezione multimediale – alla classe IV D cat dell’Istituto Paolo Toscanelli per l’originalità e la poesia del lavoro realizzato. La scelta del personaggio reso famoso da Charlie Chaplin evoca l’immagine della mitezza, della dolcezza, della generosità, dell’innocenza, della mansuetudine dell’Agnello, armato solo del suo amore in un mondo di lupi. La scelta ci ricorda anche che chi si dona agli altri ha dalla sua la forza dell’amore. Chi dona un organo salvando la vita ad un suo simile è come se lo mettesse al mondo, e il suo gesto può essere paragonato a quello che è la radice della vita di noi tutti: l’atto d’amore di nostra madre”.

La IV D cat